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VOICES From Migrations | Nicoleta Daniela Burdusel's story

“VOICES From Migrations” is a project co-funded by the European Union exploring untold migration stories. Nicoleta Daniela Burdusel moved from Romania to Italy in 2005. This is her history:


Nicoleta Daniela Burdusel
Nicoleta Daniela Burdusel

“My name is Nicoleta Daniela Burdusel, I am 43 years old, and I come from Romania. I have been in Rosarno for about twenty years.


The journey to reach Italy was tiring: it took three days by car. At the time, you didn’t take the ferry from Bari, but travelled the whole way by land. We followed this route: Romania, Bulgaria, Austria, and we entered Italy through Udine.


As soon as I arrived in Rosarno, I felt uncomfortable. I didn’t know the language, I didn’t feel in my own environment, and I didn’t know anyone. Over time, things improved, and we were welcomed fairly well by the Rosarno community.


In my opinion, what could help the integration system would be the creation of a centre dedicated to newly arrived people. A place that could offer a point of reference, explain basic rights, and guide newcomers on where to go to find work.


Many people don’t know who to talk to, nor how to communicate in Italian. It would therefore be essential to provide access to professionals specialised in teaching the basics of the language. As for me, I learned the language on my own, through daily life, and it was quite difficult.


When I arrived, I reunited with my husband, who had been working here for two months and had found a house to rent. We also helped acquaintances arriving from Romania: we helped them find a rental and employment. Little by little, each of them settled in or left again, depending on how they felt.


My husband and I have integrated very well; we have no problems. Our teenage children were born and raised in Italy, and they have no difficulties with the language. In fact, there is no difference between them and Italian-born kids. They don’t have friends in Rosarno, but they hang out with young people from the surrounding towns.”



Original story in Italian:


“Mi chiamo Nicoleta Daniela Burdusel, ho 43 anni e provengo dalla Romania. Sono a Rosarno da circa vent ‘anni.


Il viaggio per raggiungere l’Italia è stato stancante: è durato tre giorni in macchina. All'epoca, non si prendeva la nave da Bari ma si percorreva tutto il tragitto via terra. Abbiamo seguito questo percorso: Romania, Bulgaria, Austria e siamo entrati in Italia passando da Udine. 


Appena arrivata a Rosarno, mi sono sentita a disagio. Infatti, non conoscevo la lingua, non mi sentivo nel mio ambiente e non conoscevo nessuno. Con il tempo, la situazione è migliorata, e siamo stati accolti abbastanza bene dalla comunità Rosarnese. 


A mio avviso, ciò che potrebbe aiutare il sistema di integrazione sarebbe la creazione di un centro dedicato alle persone appena arrivate. Un luogo che possa offrire un punto di riferimento, spiegare i diritti fondamentali e orientare i nuovi arrivati su dove poter rivolgersi per lavorare.


Molti non sanno con chi parlare, né come comunicare in italiano. Sarebbe quindi fondamentale garantire l’accesso a figure specializzate nell'insegnamento delle basi della lingua. Per quanto mi riguarda, ho imparato la lingua da sola, attraverso la vita quotidiana, ed è stato piuttosto difficile. 


Quando sono arrivata, mi sono ricongiunta con mio marito che lavorava qui da due mesi e aveva trovato una casa in affitto. Anche noi abbiamo aiutato delle conoscenze che arrivavano dalla Romania: abbiamo contribuito a trovargli un affitto e un impiego. Poco a poco, ognuno di loro si è inserito oppure ripartito, in base a come si trovava.


Io e mio marito ci siamo integrati molto bene, non abbiamo nessun problema. I nostri figli adolescenti, sono nati e cresciuti in Italia, non hanno alcuna difficoltà con la lingua. Infatti, non c’è nessuna differenza tra loro e i ragazzi di origine italiana. Non hanno amici specificamente a Rosarno, ma frequentano soprattutto ragazzi dei paesi intorno.”



Co-funded by the European Union




Funded by the European Union. Views and opinions expressed are however those of the author(s) only and do not necessarily reflect those of the European Union or the European Education and Culture Executive Agency (EACEA). Neither the European Union nor EACEA can be held responsible for them.


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