VOICES From Migrations | Acsanei Anca Tatiana's story
- Changemakers
- 3 days ago
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“VOICES From Migrations” is a project co-funded by the European Union exploring untold migration stories. Acsanei Anca Tatiana moved from Romania to Italy in 2015. This is her history:

"My name is Acsanei Anca Tatiana, I come from Romania and I am 62 years old. I arrived in Rosarno ten years ago. The journey was very tiring; I spent two days on a bus to reach Italy.
Before moving to Rosarno, I lived in Florence for two and a half years. It was a very difficult period, as the work was heavy and stressful. Because of the pressure, I lost 22 kilos while working in a hotel. I had to clean twelve rooms, with only half an hour available for each one.
When we arrived in Rosarno, my husband found a house on Fiume Street, and I joined him shortly after.
We did not receive any support: if I didn’t work, no one gave us anything, not even the essentials. However, I never wanted to ask others for anything.
Over the years, I have helped many foreign people, but unfortunately, I have often been disappointed. When two acquaintances of mine arrived from Romania, I helped them find work, and I offered them food and accommodation in my home. Once they returned to Romania, they turned their backs on me, without even speaking to me.
Later, another girl arrived: I found her a job. Now, when she meets me in the street, she doesn’t even stop to greet me. My partner told me that I can’t take care of everyone anymore, because many people don’t appreciate my support.
In my opinion, there is very little we can do. We are all the same: we can be good or bad people, regardless of where we come from.
I don’t want to stay in Rosarno; I want to return to my country. I have four children, all married. They don’t want me to go back to Romania: they tell me to rest because I’ve worked enough. Unfortunately, I don’t have a pension, and I have to keep working: it’s necessary."
Original story in Italian:
“Mi chiamo Acsanei Anca Tatiana, vengo dalla Romania e ho 62 anni. Sono arrivata a Rosarno dieci anni fa. Il viaggio è stato molto faticoso; ho passato due giorni in un pullman per raggiungere l’Italia.
Prima di trasferirmi a Rosarno, ho vissuto a Firenze per due anni e mezzo. E stato un periodo molto difficile, poiché il lavoro era pesante e stressante. Per colpa della pressione sono dimagrita di 22 kg lavorando in un albergo. Dovevo pulire dodici camere, avendo a disposizione soltanto mezz’ora per pulire ognuna.
Quando siamo arrivati a Rosarno, mio marito ha trovato una casa in Via Fiume e l’ho raggiunto poco dopo.
Non abbiamo ricevuto nessun sostegno: se io non lavoravo, nessuno ci dava niente, neanche l’indispensabile. Tuttavia non ho mai voluto chiedere nulla agli altri.
Nel corso degli anni ho aiutato tante persone straniere, ma purtroppo sono spesso stata delusa. Quando sono arrivate due conoscenze mie dalla Romania, li ho aiutati a trovare lavoro, e ho offerto vitto e alloggio a casa mia. Una volta tornati in Romania, mi hanno voltato le spalle, senza neanche rivolgermi la parola.
Successivamente, è arrivata un’ulteriore ragazza: le ho trovato un impiego. Adesso, quando mi incrocia per strada, non si ferma neppura a salutarmi. Il mio compagno mi ha detto che non posso più prendermi cura di tutti, perché molte persone non apprezzano il mio sostegno.
A mio avviso c’è ben poco che possiamo fare. Siamo tutti uguali: siamo persone buone o cattive, indipendentemente dalla provenienza.
Non desidero rimanere a Rosarno, voglio tornare nel mio paese. Ho quattro figli, tutti sposati. Non vogliono che io rientri in Romania: mi dicono di riposarmi perché ho lavorato abbastanza. Sfortunatamente, non ho la pensione e devo continuare a lavorare: è necessario farlo.”

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